Pubblicato da: OscarQ | maggio 3, 2015

Un tuo solo cenno

C’era una donna che entrava da un cancello aperto
ed io fuori senza avere le chiavi.
C’era un uomo che pescava ami rotti
con pietre di scoglio e granelli di sabbia.
C’era il silenzio che scrosciava sulle tegole,
c’era un treno che scivolava sulle onde,
un venditore ambulante: odori d’oriente, colori di niente, dolori di sempre
e il tuo incontro con i miei occhi
e le sensazioni che non tocchi.
Uno straccio bianco che sventola alla finestra,
si sfilaccia, soffre, ma resta
e arresta forse per la troppa tenacia il vento che lo fronteggia.
Credo, e questo è vero.
Attendo, infinito, un tuo solo cenno.

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