Pubblicato da: OscarQ | giugno 23, 2014

21 giugno

C’erano i fulmini sulla pelle salata
c’era l’aria e i ricami sulle onde
c’era la terra e quel silenzio che mancava,
si parlava di nulla:
di fantasmi che si guardano allo specchio
della conoscenza che ci servirà nell’aldilà
e dei ricordi macinati come grano.

“Ricorda! Una nave prende il largo quando meno se l’aspetta…”

E in fondo è vero,
si decide meno di quanto ci si ritrova a vivere.
Bisogna esser abili anche a naufragare.
Il sale sulle labbra lascialo:
voglio che la mia saliva diventi mare.

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