Pubblicato da: OscarQ | agosto 22, 2013

L’eccesso necessario

Ti ritrovi così, sdraiato sul letto, la finestra sul mare, ad osservare quei fini granelli di polvere che vorticano intorno ai raggi di sole.
Non sai cosa vuoi, non sai cos’hai, nemmeno cosa sei; e cosa sarai neanche a parlarne!

I movimenti sono lenti, il respiro profondo, il sogno superfluo e gli occhi aperti dei quadranti d’orologio che mantengono costante l’incedere del tempo.
La cenere di ricordi resta adesa alla mia pelle, e non la voglio dilavare. Non voglio annegare per pulizia: una tabula rasa è inutile già il giorno della nascita, e poi perché? Chi lo vuole? Chi me lo impone? Per quale motivo devo modificare il mio passato come se non fosse mai esistito, come se fosse una propagine del presente?
Ve ne sono a sufficienza di ostacoli, non ne voglio altri da chi dovrebbe aiutarmi ad affrontarli.
Riordino l’essenziale e sfrutto l’eccesso, non posso farne a meno, mi è necessario non per vivere, ma per sentirmi vivo.

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