Pubblicato da: OscarQ | agosto 3, 2013

Ormai nemmeno più mi odi

Ormai nemmeno più mi odi.

Speravo fosse solo un momento, speravo di avere il controllo, ma le relazioni sono castelli di sabbia: cambia il clima, si alza il vento, evapora l’acqua. Ci vuole un attimo e il lavoro di una vita si polverizza e si disperde tra il sale e gli altri milioni di granelli che chissà di quali altri castelli costituivano le mura.
Eravamo in due e ho agito da solo, ti ho chiesto di restare insieme e mi hai lasciato solo. Ho cercato di ucciderti e mi hai solo morso: per questo forse fa più male.
Non cercherò scuse, fughe, silenzi, storie; solo la solitudine del tuo ricordo che ci permetta di stare ancora una volta insieme, come quell’unica volta in cui le parole non uscivano dalla bocca, bastavano i baci per farle incontrare. Scriverle non era male, scriverti era l’unica spinta e quando ti leggevo ti lasciavo scivolare nell’aria finché non raggiungevi le tue labbra.
Non leggerai più nemmeno una mia parola. Sei stata la prima a pronunciarle ed ora sono muto.

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Responses

  1. Molto triste. Va avanti, nonostante tutto, si percepisce nelle tue parole un’anima bella, che non merita la tristezza e la solitudine. Sorridi.

  2. Si tratta proprio di quell’immenso vuoto che i rimorsi creano! Nel vero senso dell’espressione: un vuoto di cui non siamo i responsabili è insostenibile, ma quello di cui siamo i carnefici ti scava dentro come una belva che divora una carcassa!


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