Pubblicato da: OscarQ | giugno 1, 2013

La marea

Sono circa due anni che non scrivo: la carta macera e l’inchiostro secca.
Cambiano le abitudini, si modificano le necessità, si troncano gli eccessi e aumentano le responsabilità. Sono pronto? Non lo so…
Con un po’ di retorica si potrebbe dire che tutto è simile alla marea:
a volte sale e sommerge, a volte cala e abbandona le terre appena conquistate. Così, periodicamente e senza sosta, perché quando ci sentiamo irremovibili siamo sempre in movimento.

L’insofferenza del senso ad un disagio che non è reale, forse è costitutivo o forse è acquisito, ma non è reale. Reale è qualcosa di concreto: il dolore, l’amore, i colori, gli odori,… Non il disagio: lo avverti, ma non c’è! È qualcosa che cresce dentro, si sviluppa da sensazioni casuali e ben concatenabili a posteriori, ma in fondo non esiste. E’ una malinconia spicciola, per analfabeti.
Allora ecco l’aggettivo giusto: pretenzioso. Un disagio pretenzioso, un’incontentabile battito cardiaco che senti esplodere nel petto e scavare sempre più nello stomaco. Un’astratta sagoma che ti spolpa, ma sai con quali strumenti. E allora desideri i viaggi, le esperienze, i cambi di rotta, i silenzi, la solitudine alternata al caos più assoluto.

Poi lasci scorrere questa sensazione sopra la pelle in attesa di capire se corroda o evapori senza conseguenze: le spiegazioni sono vane e sono disinnescate dalle giustificazioni dei sentimenti che provi.
I sentimenti sono e basta, e non hanno forma.

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Responses

  1. Bentornato Oscar!

  2. Caro Oscar, due anni sembrano lunghi ma per la nostra vita è solo un soffio
    I sentimenti sono e basta( come dici tu), ma ci evaporano in fretta
    Baci
    Mistral

    Ps bentornato

  3. ti auguro di fare buon uso di questo disagio…. quello che non ti ammazza ti fa crescere 😉

  4. Davvero! Anni, anni, anni,… Ti pare una vita ogni minuto che passa, poi guardi le lancette di un qualsiasi orologio e, sempre da anni, girano sullo stesso quadrante.

  5. Sempre presente Faty 🙂

  6. Come diceva Pasolini:”La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.”

    Quindi l’importante è che ci sia uno scambio, di qualsiasi natura esso sia, altrimenti il fallimento è già chiaro. 🙂


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