Pubblicato da: OscarQ | ottobre 4, 2010

D’idee e rimmel

Insegnare è facile,

imparare un po’ meno.

A fingere sono un genio,

a recitare un principiante:

mi spiace d’aver lasciato il teatro,

ero portato per fare il siparista.


Schiudevo gli occhi

ogni mattina

e accarezzavo l’aria intorno al viso:

gocce d’acqua asciutta

e un lenzuolo troppo squallido sulle guance.

Niente su quei fogli,

un’altra notte spoglia

d’idee e rimmel.


Neve neve e ancora neve sui frutti in giardino

con quelle orme di stivali sul soffitto

e quella scia che amavo,

ma che non distinguevo

nel freddo di una nuvola d’acciaio.

In quella cornice di plexiglas

vedevo scorrere le parole

e la fiamma di una bugia

che oscurava il viso

e che nella storia non lascerà altro che cenere,

di un’ambizione tutta mia

e della fuga del sorriso tra le dita di un saluto soffocato.

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