Pubblicato da: OscarQ | agosto 17, 2010

La morte non è nel non poter comunicare ma nel non poter più essere compresi…

Si può soffrire per la cosa più naturale, più ovvia di questa vita?

L’unica cosa che sappiamo da quando nasciamo, l’unico pensiero che ci accompagna e perseguita:

si deve morire, giusto o sbagliato che sia.

E’ scontanta, è silenziosa nella sua fragorosa rincorsa, è statica quasi anche se frenetica, la morte.

E sono solo lacrime. Lacrime per chi? Per chi è morto? No, per chi è ancora in vita.

Io non voglio soffrire di ciò che so già, non posso soffrire di qualcosa che conosco, anche se i momenti successivi saranno per sempre sconosciuti. Io voglio solo prendere così, come viene, e tenere nel cuore chi c’è stato e un giorno restare nel cuore di chi ho conosciuto. Il resto non conta nulla. So che è assurdo che la gente possa pensarla come me, ma a me piace pensarla così.

La frase del titolo è un bellissimo pezzo di Pasolini, agrodolce mi viene in mente di definirlo ora, un po’ come tutta la sua vita  e un po’ come è e sarà la mia. Ma ne ricordo uno ancora più intimo e tenero:

Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto.

Annunci

Responses

  1. Neanch’io temo la morte, ma amo troppo l’esistenza per non voler vivere di più, molto di più

  2. Hai ragione! Ed è il mio stesso pensiero… 🙂
    Ma amare fino in fondo la vita, vuol dire tener conto altrettanto della morte: quando arriva, quando è vicina o quando ti è, più o meno direttamente, vicina.

    Non è e non sarà molto probabilmente una data precisa, ma di certo, o forse, è il momento esatto in cui questa grande storia d’amore tra te e te stesso finisce: e allora bisogna tenerla d’occhio ogni tanto, facile o difficile, bello o brutto che sia.

  3. Mi ha proprio colpito quest’articolo. Sarà che lo condivido perché troppe volte m’è parso di aver vissuto questo sentimento e questi dubbi che descrivi. Senza contare che la citaziona dalle Ceneri di Gramsci (il Pianto della scavatrice se ben ricordo) ha proprio segnato la mia crescita da un anno a questa parte. Grazie
    Saluti da Eugenio e dal blog Scripta Manent
    PS Sono io il compagno di Temitope.A

  4. Eccomi Eugenio! Chiedo venia per il ritardo, ma anatomia è stata una cella d’isolamento! Per fortuna ora è finita!!! 🙂

    Sai… In fondo fa tutto parte del background culturale che abbiamo, e anche questo terrore… Deriva dalle nostre radici cristiane, che ci piacciano o no: quelle sono e quelle resteranno ancora per molto tempo!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: