Pubblicato da: OscarQ | luglio 12, 2010

Le stesse rondini d’allora

Alzavo gli occhi tra quei binari

mentre rondini cambiavano direzioni

fissando punti vuoti a caso,

e tradendoli all’improvviso;

scegliete voi quali, a me non fa differenza.

Quando assistevo agli addii alla stazione

non sapevo più dove mettere le emozioni

che le nascosi.

La madre che saluta il figlio

che per un anno ancora non rivedrà,

il soldato che bacia la propria ragazza

e la speranza di rivivere quell’infinito che solo

l’incontro dei loro occhi e dei loro corpi può donare,

due sconosciuti che incrociano i loro sguardi

e l’interferenza di pensieri discordanti.

E in fondo la felicità

era ricordare i nostri strani addii su quegli stessi binari

anche se mi accorgevo giorno dopo giorno

che non avevo capito nulla di noi

ed era unico così.

Ora che ci penso, forse l’avevamo capito

e ci bastava

con le stesse rondini d’allora.

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