Pubblicato da: OscarQ | giugno 24, 2009

Profumo – Testa

L’orologio della stazione

si fermò proprio a quell’ora.

Lo fissai;

la direzione e lo scivolare

delle sue gambe

non mi fu mai svelato,

quale direzione

non mi fu dato conoscerla.

Profumo.

Trascinare le dita sul corrimano

respirare gli stridii dei papaveri

e il gambo flesso al ritmo regolare

di metalli contro metalli

come una donna su una panchina

incrocia le gambe

e dondola e misura gli attimi

mentre sfoglia una rivista utile

solo a far passar quel tempo fermato.

Seppi solo che qualcosa non andò più

come doveva.

E ordinai a Dio di invertire

qualsiasi rotta venne impressa.

Ma era un codardo e fuggi

si nascose ebbe paura

di un piccolo uomo

che poteva sbriciolare tra le dita.

Non tornai più in quella stazione,

o almeno non ci tornò più il mio io,

e tu, in qualsiasi tua forma,

non vi rimetterai più piede

e sola custodisci la mia scia di profumo.

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