Pubblicato da: OscarQ | maggio 16, 2009

Cinema a New York – New York Movie (come unire due vite sconosciute…)

A E. Hopper

Non guardi neppure quelle poltrone rosse,

segno tutto nobile e sbiadito.

Quei fotogrammi in bianco e nero

credi debbano essere così,

altrimenti i fratelli Lumière

ci avrebbero pensato subito.


Ma vedi tutti senza colore

gatta muta e riflessiva

e non solo perché quel vestito lungo

porta in sè il mistero della notte sotto la polvere e le lampade.

Sapessi se hai sceso quelle scale

o ti sei avvicinata dall’entrata

spegnerei la polvere delle lampade

e il cinema si svuoterebbe.

Ti insegnerei ad alzare lo sguardo,

a distinguere i dettagli,

ad abbracciare il silenzio e la leggerezza,

a riempirti di te

e non di ciò che non esiste e che desideri

a puntare all’infinito senza uno scopo

e un orizzonte definito.

Ma non so nulla di te.

E quando ti dissero che esistevano

i colori,

sei impazzita cercando nella realtà.

ciò che la tua mente rigettava.

Ti porterei al ponte

dove ti domanderei se è normale voler

la pioggia quando non hai l’ombrello,

in questo stereotipo tutto americano

che non sai se stringi già

perché sul palmo ti appare

come allo squattrinato vestito di stracci

sotto il ponte che cerca la moneta per un caffè,

in un film in bianco e nero.

Ma stingi nel mio sogno

e sul muro riappari a testa china.


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