Pubblicato da: OscarQ | ottobre 29, 2008

Puck

Hai detto giusto: sono proprio io quell’allegro notturno vagabondo

Sogno di Una Notte di Mezza Estate

W. Shakespeare


Pubblicato da: OscarQ | maggio 1, 2011

Luna e bicchiere

Tanto ti trascini pure tu.
Che siano fughe contro il tempo
o che temporeggi perdendo il momento
mostra la considerazione degli altri,
non la tua salute e il tuo spogliarti
di pregiudizi che ti porti appresso da quando lasciasti il grembo.
 
Ma la difesa serra,
spilla le palpebre e tarpa gli occhi
e dalla tua bocca non far uscir nulla
prima che te la riempiano di terra
prima che ti dicano da sciocchi:
“Bevi e fuma, tanto la bara è un po’ come una culla.”
(Non te lo dico perchè non posso, ma lo condivido).
 
E poi alzare la testa
scrutare l’orizzonte come se la desolazione
fosse una messa nera, un temporale, una festa
una ridicola, seppur seria, manifestazione
di gesta.
 
Del resto non ho una rosa da curare,
nemmeno una volpe d’addomesticare,
solo lo scopo di sentirmi vivo
in mezzo a questo recidivo senso,
insensata voglia di ritrovare il mio senno
se sulla luna o in fondo ad un bicchiere,
l’importante è estrarne ciò che ne avanza
qualche goccia di miele.
Pubblicato da: OscarQ | aprile 29, 2011

Attesa – R. Carver

Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle. Arrivato
in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada
arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada. Prendi quella
e nessun’altra. Altrimenti
ti rovinerai la vita
per sempre. C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Pubblicato da: OscarQ | marzo 26, 2011

Spotless Mind

C’è qualcosa che non va.


Per non farti gonfiare il petto

dico che in fondo non mi manchi.

Forse è vero, che non mi manchi.


Ma poco importa!

Il resto fluisce da sé, da secoli,

ad offuscare i sensi.


Ma la vita quando ami

ti fa l’elettroshock perchè, dicono, un pazzo

non può amare nessuno.


Non abbiamo più ricordi in comune

se mai abbiamo vissuto

qualcosa da ricordare.


Ecco! Sei contenta?

L’ossessione sta cedendo

senza che nessuno m’abbia chiesto il permesso.


All’inizio fu facile,

ora è un labirinto d’associazioni

quasi scontate e banali.


Non che ne troverai l’uscita

visto che hanno archiviato il tutto,

e forse un po’ t’invidio. ma non riconosco.


Crea un sacco di problemi

non esser malato,

esser consapevole.


Nel cuore hai silenzio, hai parole

inghiottite. Sei buia. Per te l’alba è silenzio.

Ma chi sei?


Ruberei qualche rosa.

ma non so a chi portarle, ora.

Come regalarle ad un becchino.


“Ah! Questo è il foglio di dimissione?

Vi ringrazio e addio.

Conosco qualcuno che ha bisogno,

non ricordo la questione,

gli do il vostro numero io.”


Ma non saprò mai che non era un sogno.


Pubblicato da: OscarQ | marzo 21, 2011

Non vedevo l’ora

Siedo su quel marciapiede.

Sbuffa il profilo delle mura

soffia il vento

e spegne il sole dietro non so cosa,

ma vedo che non c’è più

quindi da qualche parte dev’essersi nascosto,

e come dargli torto.

Manca ancora un’ora,

non vedevo l’ora,

ma tra poco finirà anche questa giornata.

E’ fantastico!

Tutti i giorni

aspettare che le giornate finiscano,

per poi aspettare che altre comincino

per finire.

Grandi scopi per grandi manici di scopa

per cui è sufficiente incastrarsi

nella catacomba dell’anagrafe (una casella tutta per sé, certo!)

per sentirsi liberi.

Pubblicato da: OscarQ | febbraio 26, 2011

Ovvietà

Passa il tempo

e i ricordi sbiadiscono.

Io, per questa ovvietà, dovrei smettere di scrivere.

Non è naturale

e tu ne hai piena colpa.

Io, per questa verità. devo continuare a scrivere;

e tu…

Pubblicato da: OscarQ | dicembre 13, 2010

Quei bottoni saltati

Parlarti di me

lascia in bocca il sapore di un caffè amaro, la mattina:

una sveglia, una furia,

un passaggio rapido e obbligato.

Le mie giornate scorrono piene e lente,

intense

tra i baci di un amore non corrisposto

e la marea di un’amante innamorata,

della vita o della frenesia del quadrante dell’orologio,

della camicia stropicciata e una macchia di fondotinta quasi inutile.

Piano piano tutto finì per ritagliarsi un angolo

in un cassetto a guide arrugginite

- se perdesse i pomelli ce ne accorgeremmo per caso;

il triste tuo reagire alla tua triste incapacità a vivere,

testarda su un libro di favole e miti che leggi e dimentichi ad ogni riga.

Incapace. Forse l’ho già scritto,

ma lo riscrivo e io non dimentico.

Delle leggende ci si ricorda il fascino,

degli amori passati solo quei bottoni saltati

dell’ultima notte insieme,

di quella camicia.

Pubblicato da: OscarQ | dicembre 10, 2010

Bambola

Non ci siamo più,

non c’è più nulla

e se fosse un male faremmo qualcosa.


Ne farò una bambola voodoo,

solo per me,

tanto a che servirebbe?

Pubblicato da: OscarQ | novembre 24, 2010

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari – B. Brecht

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Pubblicato da: OscarQ | novembre 23, 2010

All’alba

E’ quello che sento, non quello che dimostro.

che mi fa diffidente:

all’inizio era un gioco di luci che ingannavano i miei occhi miopi.

E poi il profumo della prima pioggia,

quel poco di arcobaleno che si intravede all’alba,

quel piccolo sospiro.

Articoli precedenti »

Categorie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.